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La corretta organizzazione di percorsi adeguatamente personalizzati è indispensabile per raggiungere l’obiettivo di garantire al  paziente il massimo standard di qualità dell’assistenza.

L’infermiere “case manager” è la figura professionale capace di garantire l’organizzazione e la gestione di questi percorsi. Vi è ormai un’ampia letteratura che dimostra come un infermiere esperto, adeguatamente formato, oltre ad essere un “alleato” potente dei malati reumatici ed un prezioso ed indispensabile collaboratore del reumatologo, possa svolgere in piena autonomia numerose attività, che comprendono la  valutazione clinimetrica, la capillaroscopia, il counseling, la patient education.

Le raccomandazioni EULAR sul ruolo dell’infermiere nella gestione del paziente con artrite cronica hanno definito in modo inequivocabile i diritti dei malati reumatici e le competenze che devono acquisire gli infermieri per assistere i pazienti in modo adeguato, secondo i criteri dell’Evidence Based Nursing. 

L’attribuzione all’infermiere di compiti sempre più di tipo specialistico si traduce in un netto miglioramento della qualità e della efficienza dei percorsi assistenziali.

L’avvento dei farmaci biologici ha determinato una radicale modifica dei percorsi assistenziali nei pazienti con artrite cronica. Il ruolo dell’infermiere in questo percorso ha assunto un particolare rilievo sotto il profilo tecnico, organizzativo ed educativo. Per quanto concerne gli aspetti tecnici, l’infermiere deve acquisire tutte le necessarie conoscenze relative alla preparazione dei diversi farmaci, alle caratteristiche di conservazione, preparazione e somministrazione (specie per quanto concerne i preparati somministrati per via venosa) ed al monitoraggio dei parametri vitali nel corso dell’infusione. L’infermiere può svolgere, inoltre un ruolo determinante nella rilevazione dei dati clinimetrici, sui quali si basa il monitoraggio dell’attività di malattia e della risposta al trattamento.

Di non minore importanza, sono le problematiche di tipo organizzativo, relative alla gestione degli appuntamenti, al rispetto degli intervalli di somministrazione, all’aggiornamento della documentazione clinica ed alla pianificazione degli accessi e dei relativi carichi di lavoro.

I pazienti in trattamento con farmaci biologici richiedono un notevole impegno, dal momento che la pianificazione delle attività deve essere adeguatamente personalizzata, in considerazione dell’elevato numero di “imprevisti”, legati soprattutto alla comparsa di effetti indesiderati o di condizioni (infezioni intercorrenti, ad esempio), che possono comportare modifiche della cadenza dei controlli e dello schema di trattamento.

Un efficace programma di “patient education”, inoltre, andrebbe sistematicamente effettuato per tutti i pazienti candidati al trattamento con farmaci biologici. Questo aspetto è da considerarsi parte integrante di un percorso di nursing reumatologico da realizzare quanto prima nel nostro Paese, sulla base di esperienze ormai ampiamente consolidate in altre nazioni.