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La riduzione del numero dei capillari è una delle espressioni più caratteristiche della sclerosi sistemica. Se la scomparsa dei capillari non viene controbilanciata da un attivo processo di angiogenesi si possono formare estese aree avascolari (assenza di capillari per un tratto superiore a 500μ). La presenza di aree avascolari, come già ricordato, riveste anche un significato prognostico, potendo caratterizzare le varianti più aggressive e ad impronta più rapidamente evolutiva della sclerosi sistemica. Si sottolinea ancora una volta che la presenza di aree avascolari non costituisce necessariamente una espressione “tardiva” della microangiopatia sclerodermica, potendosi osservare anche in pazienti con esordio recente delle varianti più aggressive della malattia.

I capillari degli sclerodermici hanno una “vita media” nettamente inferiore rispetto a quelli dei soggetti "sani". Le anse che presentano le anomalie morfologiche più spiccate tendono a scomparire più rapidamente. Le microemorragie si osservano più spesso a livello dei capillari ectasici, mentre le microtrombosi si manifestano soprattutto a carico dei piccoli capillari neoformati, che presentano spesso un diametro inferiore a dieci micron, un decorso tortuoso e un flusso  rallentato delle emazie con fasi di arresto, talora prolungate

Sulla base della presenza o meno delle aree avascolari si sono distinte due varianti dello scleroderma pattern capillaroscopico (16):

“slow pattern”: capillari ectasici con assenza di aree avascolari;

“active pattern”: aree avascolari associate con le altre espressioni di microangiopatia sclerodermica.

Lo “slow pattern” caratterizzerebbe il subset di pazienti con minore gravità di malattia, con impronta bradievolutiva e con presenza di anticorpi anticentromero. I pazienti con “active pattern” presentano un interessamento cutaneo più esteso, un’impronta più aggressiva della malattia ed una maggiore frequenza di complicanze viscerali