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La Reumatologia, fra le diverse branche della Medicina Interna è quella che utilizza al massimo livello le potenzialità delle metodiche di Imaging nei percorsi diagnostici e richiede pertanto una approfondita conoscenza delle potenzialità e dei limiti delle diverse tecniche in modo tale che possano essere utilizzate con appropriatezza, evitando costi o rischi inutili derivanti dall’esposizione a radiazioni o ad agenti contrasto. La centralità della diagnostica per immagini nel «core curriculum» del reumatologo è ben evidente nella tabella che sintetizza lo standard complessivo di addestramento professionalizzante del reumatologo.

Per conseguire il diploma di specializzazione in Reumatologia è necessario dimostrare di aver conseguito esperienza e capacità analitica in materia di ecografia, capillaroscopia e delle altre metodiche di imaging. Per poter utilizzare adeguatamente le rilevanti potenzialità delle metodiche di diagnostica per immagini oggi disponibili sono necessari un grande impegno ed una robusta preparazione metodologica. I continui progressi in materia di tecnologia di acquisizione ed elaborazione delle immagini hanno ampliato a tal punto il dominio delle conoscenze dell’imaging diagnostico da rendere virtualmente senza fine il percorso di apprendimento. Una delle principali criticità nel campo della diagnostica per immagini è rappresentata dal fatto che i medici non ricevano una specifica formazione in materia nel corso di Laurea in Medicina.

Una intrigante proposta formulata in un interessante articolo dal titolo «Use of fine art to enhance visual diagnostic skills», pubblicato qualche anno fa da JC Dolev e collaboratori sulla prestigiosa rivista JAMA, è quella di educare i futuri medici alla analisi dei dettagli e dei messaggi più o meno occulti che si possono celare all’interno di molte opere di grandi pittori. Questa proposta didattica può apparire bizzarra, ma si fonda in realtà su un indiscutibile principio logico: solo una attentissima ed accurata analisi dei dettagli di un’opera pittorica può consentirne una lettura appropriata, rivelando aspetti che non possono che essere ignorati ad una veloce e non ben meditata analisi.

Le immagini di Leonardo da Vinci, così come quelle di molti altri illustri pittori contengono, ad esempio, molte più informazioni rispetto a quelle che si possono immaginare ad un primo superficiale sguardo. Da una attenta analisi del quadro alcuni clinici illustri sono giunti alla conclusione che la Gioconda fosse affetta da problemi tiroidei (lieve gozzo, mancanza delle ciglia, diradamento dei capelli sulla fronte, quasi totale assenza delle sopracciglia). È stato osservato inoltre un piccolo grumo nei pressi dell’occhio sinistro (xantelasma) ed un lipoma sulla nostra indicativi di un deficit del metabolismo lipidico. Fra gli altri particolari nascosti figurerebbe anche la presenza nell’occhio destro delle lettere L e V, che potrebbero intuitivamente rappresentare la firma dell’autore, mentre nell’arco del ponte sullo sfondo vi sarebbe impresso il numero 72 o, in alternativa la lettera L ed il numero 2.