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La diagnosi di artrite reumatoide partendo dalla semplice osservazione della mano può essere molto problematica o molto semplice. Questa immagine lascia poco spazio al dubbio. La malattia ha raggiunto una espressività conclamata dopo anni di lenta ma inesorabile distruzione, che ha portato a questa drammatica deformità, con perdita di allineamento dei capi articolari ed ipotrofia dei muscoli intrinseci della mano, che fa risaltare i tendini estensori. Questo tipo di deformità viene definito «a colpo di vento» a causa della deviazione ulnare delle ultime quattro dita in semi-flessione. Questa particolare forma di dislocazione dei capi articolari viene favorita ed accentuata da tutte le attività che tendono ad esercitare una spinta delle dita in direzione dell’ulna.

Si noti anche l’elevato grado di trasparenza cutanea verosimilmente legato alla protratta terapia cortisonica, che ha determinato un progressivo assottigliamento del derma e dell’ipoderma con l’epidermide ridotta ad un sottile velo fragile e trasparente

Anche questa è una immagine emblematica di una malattia che oggi non dovrebbe più raggiungere un simile livello di devastazione. I pazienti con questo grado di deformità sono una evidente testimonianza del fallimento di una efficace strategia di trattamento basata sul riconoscimento precoce della malattia e su un altrettanto precoce intervento volto a prevenire o a rallentare il più possibile il danno anatomico. Quando la malattia esordì in questa paziente, oltre 30 anni fa, l’armamentario terapeutico del reumatologo non era certo comparabile con quello attuale!