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Non è facile definire la fibromialgia. È una malattia unica, strana, misteriosa e terribile. Colpisce prevalentemente le donne e si caratterizza per la combinazione di dolore generalizzato, debolezza e un ricco e variegato panorama di altre manifestazioni come contratture muscolari, dolori articolari, intolleranza al freddo, sonno frammentato, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, depressione. A differenza di altre malattie, nelle quali oltre alle caratteristiche cliniche si evidenziano espressioni morfologiche e di laboratorio che ne confermano la diagnosi, la fibromialgia resta invisibile alla maggior parte delle metodiche diagnostiche di comune impiego nella pratica clinica quotidiana.

Si tratta quindi di un nemico misterioso e invisibile, che getta nella disperazione i pazienti che sono colpiti, ma senza lasciare alcuna impronta inequivocabile della sua presenza. È anche per questa ragione che alla fibromialgia non viene riconosciuto e lo status di malattia grave e disabilitante ed ai pazienti vengono negati quei diritti alla tutela della propria salute, che invece vengono pienamente riconosciuti a soggetti con altre malattie anche di minore gravità.

Il fatto che la fibromialgia sia invisibilie a livello sociale, sanitario e normativo rende ancora più drammatica la vita dei pazienti, dal momento che l'attuazione di una incisiva ed efficace strategia di trattamento della fibromialgia è incompatibile con lo svolgimento di attività che superano i limiti di resistenza, già fortemente compromessi, dei pazienti o che alterano il ritmo sonno-veglia.