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L’immagine di un farmaco costituisce la più immediata rappresentazione concettuale del termine “terapia” sia per i medici che per i pazienti. Questa visione farmacocentrica mal si concilia con la nuova filosofia della medicina di precisione, che si basa sulla centralità della persona nella sua complessa ed unica individualità. Inoltre, anche sotto il profilo semantico, non è corretto identificare il concetto di terapia con quello della sola somministrazione del farmaco più appropriato. Nel dizionario della lingua Italiana Devoto-Oli, alla voce terapia si legge: “Branca della Medicina che tratta dei mezzi e delle modalità usati per combattere le malattie, nonché l'insieme dei provvedimenti adottati a tale scopo”. Nella terapia dell’artrite reumatoide i progressi in campo farmacologico hanno determinato una rivoluzione epocale delle prospettive di trattamento di questa grave malattia. I farmaci che oggi abbiamo a disposizione hanno modificato in modo molto incisivo la storia naturale della malattia. Tuttavia i risultati possono risultare insoddisfacenti se ai soli farmaci innovativi non si affianca un efficace programma di misure integrative non farmacologiche, che includano percorsi di fisioterapia personalizzata, prevenzione del sovraccarico funzionale delle sedi colpite dal processo infiammatorio, modifica di abitudini e stili di vita inadeguati, un corretto regime alimentare e una verifica dell’adeguatezza delle mansioni lavorative al grado di attività di malattia. Questo necessario e radicale cambio della strategia di trattamento dell’artrite reumatoide e della maggior parte delle altre malattie reumatiche deve essere sistematicamente garantito a tutti i pazienti, consentendo così di attuare la piccola-grande rivoluzione del passaggio dalla filosofia del “cure” incentrata sul concetto del curare la malattia a quello del “care”, che significa “prendersi cura del paziente”.