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Ho un ricordo molto nitido del medico del mio paese negli anni ’60:  figura carismatica e uomo di poche parole, che dopo aver preso atto del problema e a seguito di una visita accurata, senza indugio scriveva rapidamente una ricetta, con grafia comprensibile solo al farmacista, spiegando a mia madre come dovevo assumere ciò che mi era stato prescritto. Commenti relativi all’efficacia e ai rischi del trattamento non erano né forniti né richiesti. Il medico era il depositario della conoscenza e godeva di fiducia incondizionata.  Nella realtà attuale questo approccio da parte di qualsiasi medico configurerebbe una sorta di ipotesi di reato.

È dovere preciso di ogni buon professionista spiegare gli obiettivi della terapia, illustrandone i vantaggi e i rischi principali, in modo da ottenere quel consenso informato necessario per non ledere il diritto alla autodeterminazione del paziente. Ciò vale in particolar modo per quei farmaci come il metotrexato che non possono essere proposti compilando una semplice ricetta. Il tempo necessario per impostare correttamente un percorso di trattamento basato sull’impiego di questo farmaco è difficile da definire, in quanto deve tener conto di molteplici aspetti quali età e sesso del paziente, livello socio-culturale, personalità, polipatologia e politerapia in atto.
Vi è poi da considerare il tempo necessario per spiegare le modalità di somministrazione, in caso di ricorso alla formulazione sottocutanea o intramuscolare e, infine, il tempo necessario per rispondere ai quesiti del paziente. Dedicare il giusto tempo alla prescrizione del metotrexato è un presupposto fondamentale per garantire una stretta aderenza terapeutica ed evitare inopportune autosospensioni del trattamento legate a una non corretta percezione del rapporto rischi-benefici della terapia. Nella nostra pratica clinica noi prendiamo molto sul serio il problema dell’imprinting informativo e educativo del paziente candidato al trattamento con metotrexato. Dopo che il medico ha spiegato in linea generale le ragioni della scelta del farmaco, i risultati attesi e il rapporto rischi/benefici, il paziente viene invitato a leggere un sintetico depliant illustrato messo a punto presso la Clinica Reumatologica. Segue quindi un colloquio con il paziente per rispondere a eventuali quesiti o chiarire aspetti di non chiara interpretazione. Il depliant è strutturato in cinque sezioni di agile lettura: Regole, Divieti, Modalita di somministrazione, Punti fondamentali da non dimenticare mai, Risposte e commenti alle domande più frequentemente poste dai pazienti. L’intero percorso formativo/educativo nei suoi vari passaggi dura in media trenta minuti e viene gestito pressoché esclusivamente da un infermiere esperto. Questa modalità di approccio è molto apprezzata dai pazienti e si è rivelata capace di prevenire efficacemente pregiudizi e fobie, garantendo una più che eccellente aderenza al trattamento.