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La visita medica perfetta è un’attività complessa nella quale dovrebbero coesistere in totale armonia elementi quali conoscenza, esperienza, empatia, comunicazione assertiva. Il tutto in un contesto temporale adeguato alla complessità dello scenario clinico e alla personalità del paziente, avendo a disposizione la tecnologia adeguata alla soluzione dei problemi, con la possibilità, se necessaria, di un approccio multidisciplinare e multiprofessionale.

Capi di stato, sultani, persone ricche o molto importanti possono vedersi garantita questa tipologia di prestazione. Per la maggior parte degli abitanti del pianeta, purtroppo, la visita perfetta è pura illusione.

Alla base della teorica inapplicabilità su vasta scala dei principi di una visita perfetta concorrono numerosi elementi. Serve innanzitutto un medico perfetto, dotato di esperienza e conoscenze adeguate alle gestioni di problemi complessi. Purtroppo i medici perfetti sono merce rara. Il progredire delle conoscenze in medicina ha assunto ormai la dinamica di uno tsunami e ciò rende difficile l’attuazione di un percorso formativo efficace e in linea con i tempi. I programmi didattici di quasi tutte le Facoltà di Medicina hanno una impostazione ottocentesca e non vi è stato il necessario adeguamento ai progressi esplosivi del sapere medico. Gli studenti del quarto anno di Medicina non hanno in genere una minima idea dello scenario che li attende dopo la laurea e sono quasi del tutto digiuni di abilità e competenze cliniche. Una ulteriore grave carenza formativa dei futuri medici si registra anche in materia di comunicazione e counseling. Saper comunicare con il paziente in modo assertivo e efficace è un aspetto fondamentale della relazione medico paziente e incide notevolmente sulla compliance e sulla aderenza alla terapia. In realtà, anche se vi fosse una ampia disponibilità di medici altamente qualificati per fronteggiare qualsiasi esigenza, la visita perfetta resterebbe ancora un sogno per l’incompatibilità tra i tempi di visita rigorosamente prefissati dalla burocrazia sanitaria e quelli necessari per applicare i principi della buona pratica clinica.