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Nelle presentazioni congressuali ogni relatore dovrebbe inserire una diapositiva iniziale nella quale vengono dichiarati i rapporti con le aziende farmaceutiche. È una informazione doverosa, dal momento che l’audience ha i diritto di sapere se vi sia o meno un potenziale conflitto di interesse da parte del relatore in rapporto ai temi che tratterà. La posizione che si può assumere nei confronti del conflitto di interesse è alquanto variabile nelle diverse realtà e può risultare molto elastica in alcuni paesi e molto rigida in altri. Esempi rappresentativi di grande attenzione alla prevenzione del pur minimo rischio di conflitto di interesse si possono notare frequentando il congresso annuale dell’American College of Rheumatology.

Nelle aree espositive delle aziende farmaceutiche campeggiano cartelli ben visibili con scritte del tipo “Caffè e bevande non possono essere serviti ai medici dell’Arizona” (o di altri stati americani). E’ evidente la percezione del rischio che anche un singolo caffè gustato nell’area espositiva di una azienda farmaceutica potrebbe influire sul comportamento prescrittivo del medico, probabilmente maggiore in rapporto alla bontà del caffè!