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Non sempre le parole hanno un significato univoco. La parola simile ne è un chiaro esempio. Nel dizionario della lingua italiana Devoto-Oli alla voce “simile” si legge: “Analogo o affine nell’aspetto o nei caratteri: due persone simili tra loro; due colori molto simili”. Insito nella rappresentazione concettuale della parola “simile” vi è anche il concetto di diversità. Ne è esempio il celeberrimo passo della Genesi: E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

Il termine “somiglianza”, sempre secondo il Devoto-Oli ha la stessa definizione di “simile” (“Analogia di aspetto esteriore e, talvolta, anche di qualità e di caratteri”). L’uomo quindi è simile a Dio ma con qualche evidente differenza. Per rendere meno ambiguo ed incerto il significato di “simile” nei documenti AIFA ed in quelli della Commissione Europea, a proposito dei biosimilari, sono spesso introdotti dei rafforzativi del tipo “assolutamente simile” e “estremamente simile”. In uno di questi documenti viene riportata la seguente definizione dei biosimilari: “Un biosimilare e il suo prodotto di riferimento, non sono identici, ma assolutamente simili in termini di qualità, sicurezza ed efficacia.”

L’espressione “assolutamente simile” è volta evidentemente a rafforzare ancora di più il concetto di analogia, che rappresenta l’essenza del significato di “simile”.  Nel documento della Commissione Europea dal titolo “Cosa c’è da sapere riguardo ai medicinali biosimilari: informazioni per il paziente” si legge: “Un medicinale biosimilare è un farmaco sviluppato in modo da essere estremamente simile a un medicinale biologico esistente, ossia a un farmaco già approvato e utilizzato nell'UE (il cosiddetto medicinale di riferimento).”

Nello stesso documento si introduce anche la seguente precisazione semantica: "Estremamente simile" significa che il biosimilare e il suo medicinale di riferimento sono sostanzialmente uguali, ma potrebbero esserci differenze minime nei loro principi attivi. Queste differenze sono dovute al fatto che tali principi attivi sono in genere molecole grandi e complesse prodotte da cellule vive. Il fatto di usare l’espressione “estremamente simile” come sinonimo di “sostanzialmente uguale” vuole chiaramente rafforzare nel lettore che non vi sono differenze di rilievo scientificamente rilevanti tra medicinale di riferimento e biosimilare. Ne è prova il fatto che le schede tecniche sono identiche.

Non si può però negare che le espressioni “assolutamente simile”, “estremamente simile” e “sostanzialmente uguale” fanno sorgere qualche dubbio sulla interpretazione di un accostamento che non può non ritenersi ambiguo (2 + 2 è uguale e non “sostanzialmente uguale” a 4). Un secondo dubbio riguarda invece il significato delle residue differenze tra due entità “estremante” o “assolutamente” simili. Il DNA di Marylin Monroe presenta una differenza nell’ordine dell’1% rispetto a quello di uno scimpanzè femmina: nonostante questa estrema somiglianza biologica, sulla destinataria di una eventuale proposta di matrimonio nessun uomo e nessuno scimpanzè di sesso maschile nutrirebbero alcun dubbio!